L’UMANITÀ VISTA DA LASSÙ

L’UMANITÀ VISTA DA LASSÙ

Il grande dilemma dell’esistenza, bene e male. In qualche modo la parola bene non avrebbe significato senza la parola male. Andasse tutto bene forse la chiameremmo “normalità”. Ho immaginato quindi l’umanità vista dallo spazio come se fosse un organismo vivente, una persona unica. Che carattere avrebbe? Cosa emergerebbe come “carattere distintivo”? Noi singoli siamo le cellule di un organismo più complesso, come il nostro corpo del resto. Siamo composti da miliardi di cellule che svolgono ogni giorno il loro lavoro. Le azioni che svolgono, cosa per cui sono nate, sono importissime e sincronizzate alla perfezione con le altre cellule dell’organismo. Se qualcosa va storto ci ammaliamo e muoriamo.

Quindi “l’organismo umanità” e le azioni che compie tutti i giorni lo porterà ad un destino, tutti andremo li, in quel futuro. Sopravvivremo, chi lo sa? Chissà per quanto tempo ancora. La freccia del tempo.

Ricordiamo che questa guerra non è l’unica in atto. Ce ne sono altre, piccole, nascote dai media perché utili al mondo occidentale, quindi non se ne parla e ce ne accorgiamo solo quando le migrazioni di massa arrivano ai nostri confini. Alla base di una migrazione c’è sempre qualche problema sul territorio di appartenenza. La maggior parte delle persone si affezziona ai propri luoghi. Non possiamo ignorare tutte le angherie che i governi di tutto il mondo applicano verso gli stati poveri.

Il mondo è di tutti. Se pensate di essere Italiani o di appartenere ad un territorio, probabilmente vi sbagliate, siamo stati tutti migranti e nei nostri geni c’è scritto tutto. Il nostro DNA ha viaggiato in lungo e in largo per millenni e lo continuerà a fare cercando di sopravvivere all’evoluzione.